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OGGIPERIERI | |
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Un futuro per il nostro passato
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di Stefano Papetti | |
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Un convincimento molto diffuso tende a riconoscere negli artisti contemporanei un atteggiamento iconoclasta nei confronti dell’arte antica, come se il nuovo possa fare a meno del passato. Furono i Futuristi a teorizzare questo principio, sostenendo che un bolide in corsa fosse più bello della Nike di Samotracia e che fosse necessario fare “tabula rasa” di quanto l’antichità ci ha lasciato in eredità. Ma a ben vedere le cose non stanno esattamente così e molti artisti contemporanei, anche i più trasgressivi, sono spesso attratti dall’arte del passato e guardano con deferenza le opere conservate nei musei e nelle chiese. Nemmeno Giordano Macellari si sottrae al fascino del passato e pur realizzando dipinti aggressivi di grande modernità, non disdegna di volgere la sua attenzione verso i grandi maestri: da questa visione ciclica dell’arte, nasce la sua originale idea di realizzare una mostra dei propri dipinti con l’intento di promuovere la raccolta dei fondi necessari al restauro di un’antica pala d’altare. E’ la dimostrazione della continuità che lega un illustre passato ed un presente ancora da costruire, della ciclicità dell’arte che accomuna esperienze spesso tanto distanti o addirittura conflittuali. | |
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